Il mio programma ha un fondamento che è anche la motivazione della mia candidatura: la certezza di poter portare nel panorama politico pugliese non un nuovo politico, né un professionista prestato alla politica, ma una competenza.
Il tipo di professione che svolgo mi offre strumenti diversi per pensare la politica, creare sinergie, individuare percorsi, permettendomi di confrontarmi con chi condivide il mio percorso con serietà e coerenza.
Obiettivi del cuore sono per me il veder crescere il mio territorio, dalle piccole alle grandi cose,e tutto ciò deriva dalla mia storia, la storia di chi, da bambino, ha giocato per le strade del suo paese d’origine, ha visto asfaltare le prime strade, ha assistito al rito delle tarantate. Poi, negli anni, tutto ha concorso ad arricchire la mia motivazione al servizio, come le esperienze di lavoro al nord, l’essere stato uno dei sindaci più giovani d’Italia, l’impegno per il mio paese, il lavoro nei consultori, il confronto continuo con le istituzioni regionali e nazionali.
Senza perdersi di vista. In una sede come questa, il sito di un candidato, ci si sforza di dare il meglio di sé per apparire belli e “votabili”. Sinceramente mi avvilisce dovermi descrivere per persuadervi di una scelta. L’unica cosa che ci tengo invece a dire è che io sono certo di non perdere mai il contatto con il territorio, le persone, le strutture, la vita quotidiana. So di poter garantire, e la mia storia fino ad oggi ne è la riprova, che il mio operato sarà sempre visibile. Tutto ciò che farò sarà in ogni momento verificabile anche perché penso che perdere il contatto con la mia terra significherebbe perdere di vista gli obiettivi veri della mia proposta di governo.
Vado dunque brevemente ad illustrare le quattro tematiche che mi impegno a portare avanti accanto all’ordinarietà delle incombenze che affronterò con pari energia:
- PROFESSIONI e IMPRESE: le Regioni hanno spazi di autonomia anche nel settore delle professioni e in alcune realtà regionali si è cercato di utilizzare questi spazi per attaccare il mondo delle professioni ordinate a scapito della qualità e della garanzia dei servizi resi alle persone, ai gruppi, alle istituzioni. Ritengo che invece dovrebbe essere compito della Regione valorizzare le intelligenze della propria terra, progettare politiche di sviluppo entro i propri confini annullando la nota diaspora dei giovani verso l’estero, che quindi si arricchisce della genialità e della competenza dei nostri migranti. Le professioni ormai non sono più, e non lo sono da tempo, caste chiuse formate da adulti barricati nei loro studi: si tratta oggi di nutriti gruppi di giovani iper-specializzati, con qualificati titoli di studio, che sognano di poter esercitare la propria professione nella loro terra. Io credo che a loro si debba pensare, e spetta alle politiche regionali farlo, per costruire sinergie e possibilità di lavoro, attraverso idee e programmi nuovi, ma anche guardando con umiltà ad altri esempi, in Italia o all’estero. È fondamentale non svendere il futuro della nostra regione, non mortificare i nostri giovani e i loro sogni possibili. Sono sacrifici, quelli che spesso i nostri giovani si trovano a dover fare, che oculate politiche regionali potrebbero ridurre o annullare del tutto. Questo è a mio avviso uno degli obiettivi prioritari.
- AMBIENTE: ove non si riuscissero ancora a leggere i segnali che il pianeta in sofferenza ci manda, mi limiterei a sottolineare come l’ambiente sia la vera risorsa su cui puntare per creare sviluppo e sostenere l’economia. La mia formazione, come dicevo, condiziona il mio punto di vista. Io credo non si possa parlare di Ambiente senza parlare di Persona, e non v’è dubbio che su questo punto siamo in Italia davvero indietro. Sia come Italiani che, più settorialmente, come psicologi, siamo indietro di decenni rispetto alle Politiche per l’ambiente degli altri Paesi europei. Da tempo ormai la prospettiva di intervento è cambiata, da quando in alcuni Stati all’avanguardia su questi fronti si è messa, appunto, la Persona al centro delle politiche sull’Ambiente. Non l’Uomo, dunque, non un’Umanità astratta da salvare dall’inquinamento, dalle polvere sottili, dal cancro, bensì la Persona e la sua vita quotidiana. Per fare solo un esempio, le campagne terroristiche sugli incidenti stradali a poco valgono e a nulla servono se non scatta nella mente delle persone quel “può succedere anche a me” che crea l’aderenza con il quotidiano. Senza un’operazione che vada ad incidere sul profondo delle motivazioni di ogni individuo, ogni intervento resta nell’area dei buoni propositi, magari anche nel giusto socialmente definito, ma, in realtà, sembra sempre cosa che non ci riguarda.
E allora cosa ci riguarda e cosa ci interessa? Ci interessa poter uscire di casa senza dover fare lo slalom tra le auto parcheggiate in modo selvaggio; ci interessa che si rispettino gli scivoli per scendere dai marciapiedi; ci interessa che ci siano degli scivoli nei luoghi dove servono e non dove non sono un fastidio per le auto; ci interessano punti in cui potersi fermare e riposare; ci interessa che il marciapiede sia abbastanza ampio per passare con un passeggino o con le buste della spesa; ci interessa che il selciato non sia scivoloso e i nostri anziani non cadano; ci interessa che siano le auto a salire sui dossi e non i pedoni a dover scendere da marciapiedi spropositatamente alti. Ci interessa non perder tempo, ci interessa star comodi, un servizio pubblico efficiente e piacevole, ci interessa passeggiare in luoghi gradevoli alla vista, nella natura o tra le vetrine senza dover girare ore per un parcheggio. Alle Persone interessa soddisfare i propri sensi nell’immediato, qui ed ora: vedere cose belle, sentire odori e profumi, incontrare persone, prendersi il tempo di uno spostamento come tempo per pensare e non per preoccuparsi di sopravvivere.
Questo è ambiente sostenibile, un ambiente non da sopportare, ma da vivere.
Questi aspetti, e molti altri, sono tutelabili da accorte politiche regionali, da studi di settore orientati a comprendere cosa significa benessere non per l’Umanità tutta, ma per i pugliesi in particolare. Questa crescita della cultura dell’ambiente, che implica la salvaguardia dello stesso, può passare dall’operato di una Regione. Ed io qui sento di poter dare un forte contributo.
- LAVORO, STUDIO, IMPIEGO: SCELTE CONSAPEVOLI: Il Governo Vendola ha fatto molto in termini di politiche giovanili, ma ritengo che ulteriori azioni si possano attivare per valorizzare l’impegno e il valore dei giovani a partire dai sistemi di convivenza come la scuola e l’università. Partendo dal presupposto che i giovani sono le principali risorse su cui puntare per lo sviluppo della nostra regione, è necessario individuare una prospettiva d'azione volta a promuovere investimenti mirati per potenziare e orientare la progettualità dei giovani pugliesi. Pensare una rete che sia in grado di connettere risorse del territorio, mondo dell’istruzione e mondo del lavoro consentirebbe la creazione di nuove possibilità di sviluppo della nostra Regione, senza costringere i talenti a cercare altrove ciò che anche qui è invece possibile trovare. Con la giusta e competente attenzione alla valorizzazione delle specifiche del territorio, è importante creare sinergie, reti, contatti offrendo ai giovani una visione consapevole del loro stesso valore, sostenendo e non frustrando il loro entusiasmo, e valorizzando così tutto il loro potenziale. Va da sè che la loro crescita sarà quella dell'intera Regione, il loro benessere sarà quello di tutti noi. Operativamente è importante agire partendo proprio dai contesti di convivenza primaria, la scuola innanzitutto, per potenziare iniziative che costruiscano una connessione con quell’altrove che è fuori dalle mura e con cui è necessario fare i conti per poter perseguire prospettive possibili, sostenibili e di successo. In particolare per quei giovani che dalla maturità in poi si trovano a dovere dare una direzione alla loro vita, ritengo che molto si possa fare per fornire loro indicazioni e indicatori utili. Solo potendo contare sulla giusta informazione e reale consapevolezza delle potenzialità della terra dei nostri padri si costruisce vero sviluppo, quello sviluppo che dobbiamo imparare ad inscrivere anche in una dimensione più ampia, nazionale ed europea; dimensione, però, che deve fungere da cornice per dare il senso delle nostre azioni entro un mondo più vasto che cresce, modifica e migliora se stesso, e non invece, come troppo spesso accade, come fagocitatore delle nostre risorse e delle nostre “intelligenze”.
- SOCIALE: ho scelto come quarto campo d'azione il sociale in cui la mia competenza è provata nella mia vita professionale. Mi riferisco in particolare al mio passato lavoro nel settore della prevenzione e della gestione del disagio attraverso interventi mirati e consapevoli. Sono sempre stato particolarmente attento, per forma mentis, alle necessità della popolazione civile, soprattutto per coloro che hanno difficoltà di accesso alle risorse pur presenti sul territorio. Io credo nel potenziamento delle risorse indirizzate alle categorie più bisognose, qualsiasi candidato sicuramente non potrebbe dire cosa diversa. Ma quello che penso in particolare è che sia fondamentale potenziare gli interventi ab initio, ampliare l’ambito di intervento della prevenzione primaria, perché solo con questa siamo in grado di ridurre le implicazioni di un intervento tardivo e “d’urgenza” che si traduce spesso in pesanti oneri per la società tutta, sia sul piano economico che sociale. Come per ogni malattia, la prevenzione è un'azione sempre strategica, e sono certo che in campo sociale la si possa e la si debba attuare. Riterrei perciò fondamentale continuare a lavorare sulla promozione della partecipazione e sullo sviluppo della responsabilità sociale finalizzata a sviluppare e organizzare la domanda della società civile, per ottenere un miglioramento della qualità della vita intesa come spazio di connessione di persona-gruppo-società-contesto. Per realizzare questo intento lavorerò in particolare nei Piani di zona, in sinergia con il Piano della Salute regionale, e nelle infrastrutture, con il potenziamento e la ridefinizione della rete dei servizi.
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